Succlavia, Vertebrali, Anonima

L’arteria succlavia è l’arteria destinata a portare il sangue all’arto superiore e alla parte posteriore dell’encefalo.

L’arteria succlavia destra nasce dall’arteria anonima, l’arteria succlavia sinistra nasce direttamente dall’arco dell’aorta; sono tuttavia possibili delle varianti, per cui l’arteria di destra può nascere direttamente dall’arco, l’arteria di sinistra da una anonima sinistra o dall’anonima destra. Dall’arteria succlavia originano le arterie vertebrali, che decorrono verso l’encefalo all’interno di un canale osseo formato dai processi trasversali delle vertebre. Giunte alla base cranica le due arterie vertebrali si uniscono costituendo il tronco basilare, che è la principale fonte di perfusione della fossa cranica posteriore. Il tronco basilare è l’unico esempio nel corpo umano di due arterie che si uniscono per formarne una sola, in quanto solitamente accade il contrario dal centro verso la periferia. Questo spiega come l’ostruzione o la agenesia (mancanza di sviluppo) di una delle arterie vertebrali possa risultare completamente asintomatica. L’arteria succlavia, attraversando un’area denominata stretto toracico superiore, arriva al braccio, dove prende il nome di arteria ascellare e successivamente di brachiale; giunta al gomito l’arteria brachiale si suddivide nelle arterie radiale, ulnare, interossea.

L’arteria succlavia è raramente interessata da patologia di tipo aterosclerotico, lo è nelle forme diffuse ad interessamento di tutte le arterie ad emergenza dall’arco; tuttavia può essere anche interessata da una particolare forma di iperplasia fibromuscolare che, colpendone il primo tratto, determina la sua ostruzione. Quando l’ostruzione avvenga nel tratto dell’arteria succlavia prima dell’origine dell’arteria vertebrale si determina un fenomeno denominato furto della succlavia; questo consiste nel fatto che il sangue, salendo lungo la vertebrale della succlavia sana, arriverà al tronco basilare ed in virtù della ridotta pressione presente nella vertebrale dell’arteria succlavia chiusa all’origine, il sangue scenderà per la vertebrale opposta, andando a perfondere il braccio. Ritenendo che tale deviazione di sangue costituisse problemi per l’encefalo, in passato si sottoponevano tali pazienti a correzioni chirurgiche; in realtà è stato dimostrato che la vertebrale sana può portare sufficiente sangue sia verso l’encefalo che verso il braccio e, pertanto, non determinare sintomi. A ciò va aggiunto il fatto che il tronco basilare dà origine alle due arterie cerebrali posteriori che comunicano attraverso le arterie comunicanti posteriori con le arterie originanti dai rami carotidei; questa formazione anatomica alla base cranica, denominata Poligono di Willis, garantisce una ridistribuzione del sangue all’encefalo anche in presenza di uno o più assi cerebro-afferenti chiusi.

L’arteria anonima è una corta arteria che nasce dall’arco dell’aorta presente nella maggior parte degli individui solo a destra e non a sinistra e che si divide in arteria carotide comune destra e succlavia destra. A sinistra la carotide comune e la succlavia nascono direttamente dall’arco dell’aorta.

La patologia steno-ostruttiva di anonima, vertebrali e succlavia può essere corretta sia con tecnica tradizionale di tipo chirurgico mediante by pass che per quanto riguarda l’anonima richiedono tuttavia una sternotomia totale o parziale. Per evitare questo largamente praticati erano negli anni 80 e 90 i by pass di tipo extraanatomico intendendo con tale termine by pass in grado di portare il sangue da un territorio anatomico ad un altro cioè dal territorio carotideo al territorio succlavio o viceversa o da carotide a carotide controlaterale o da succlavio a succlavio controlaterale .

Le tecniche endovascolari hanno consentito di ridurre questa tipologia di intervento in virtù del loro approccio scarsamente invasivo a carico dell’origine dei tronchi sopraaortici.